Un mercato da oltre 6,8 trilioni di dollari
C’è stato un tempo in cui il benessere era un accessorio di lusso: palestra, spa, qualche prodotto “healthy” nel carrello. Oggi è cambiato tutto poichè la wellness economy è diventata un vero e proprio ecosistema.
Ne è la dimostrazione la fotografia stattata dal Global Wellness Institute nel 2024, quando questo mercato aveva raggiunto un valore di circa 6,8 trilioni di dollari, con stime che lo proiettano a ~9,8 trilioni entro il 2029, e una crescita media annua di circa 7,6%. È un dato che pesa: parliamo di circa 6,1% del PIL globale.
Dalla cura alla prevenzione
Le persone stanno spostando la loro attenzione dalla “cura” alla prevenzione, di conseguenza il benessere diventa una forma di gestione della qualità di vita: la domanda cresce perché cresce la consapevolezza che molte scelte quotidiane, quali sonno, alimentazione, movimento e gestione del carico mentale, non sono più trascurabili.
Oltre alla prevenzione, anche l’invecchiamento attivo sta destando sempre più interesse, questo perché vivere più a lungo non basta, ma conta vivere meglio e con maggiore autonomia. Non dimentichiamoci poi della crescente centralità del benessere mentale, diventato finalmente un tema “normalizzato” ed incentivato nel linguaggio pubblico.
La Generazione Z ha poi una bussola diversa. Per molti, la priorità è la salute mentale (il 77% la considera centrale), mentre cresce una certa “saturazione digitale” che spinge verso esperienze più autentiche e off-line.

Dove si concentra il valore?
Quando un fenomeno si amplifica, smette di essere uniforme, e così è stato anche per la wellness economy che attualmente si muove per comparti, ognuno con logiche proprie.
C’è, per esempio, l’immobiliare orientato al benessere (wellness real estate), ossia un modo diverso di progettare spazi e servizi con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità dell’esperienza e, di conseguenza, della vita. È uno dei comparti più vivaci, perché incrocia la domanda di abitare e lavorare in luoghi “salutari” con l’esigenza di differenziarsi sul mercato.
In parallelo, tornano protagoniste terme e sorgenti minerali: l’“esperienza dell’acqua” si riposiziona come pratica culturale e sociale, oltre che salutistica, attirando 24 milioni di presenze solo nel 2025, con un fatturato diretto di oltre 5 miliardi di euro, e una domanda internazionale dal valore di 3 mld €.
Un mercato dall’ampio margine
L’Italia vale circa ~80 miliardi di euro nella wellness economy, ma il dato più interessante è la distribuzione: Roma, al primo posto nel settore, vale 7,7 miliardi, seguita da Milano (6,5 miliardi). Per quanto riguarda le regioni, la Lombardia fa da guida con circa 18,9 mld €, troviamo poi Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
Un ruolo fondamentale è giocato dal digitale, oggigiorno le scelte sono influenzate dai canali online in misura molto alta (circa 80%). In pratica, la reputazione, i contenuti e la capacità di “farsi scegliere” online sono parte integrante del prodotto.
Fonti: ansa.it, istat.it, globalwellnessinstitute.org
Se sei interessato ad approfondire l’argomento wellness, ti consigliamo di dare un’occhiata anche al nostro articolo “Benessere e Spa come nuove frontiere del luxury travel”.
