Un evento che non si esaurisce in TV
Sanremo è uno di quei rari eventi capaci di trasformare un momento culturale in valore economico. Cinque serate in TV, sì. Ma anche settimane di preparazione, un picco di domanda che mette sotto pressione la ricettività, una filiera produttiva che lavora “attorno” all’evento, e un’onda lunga che continua a muovere numeri ben oltre la settimana della messa in onda.
La grande macchina economica
Le stime ministeriali indicano che la 76ª edizione del Festival supererà i 252 milioni di euro di valore economico complessivo sul territorio, con una crescita rispetto ai 245,1 milioni del 2025.
Il totale viene scomposto in tre blocchi che aiutano a capire “dove nasce” la ricchezza:
- quasi 102 milioni da attività produttive immediatamente legate all’organizzazione (diretto)
- circa 110 milioni lungo le catene di fornitura (indiretto)
- quasi 40 milioni generati dall’effetto della spesa di consumatori, spettatori e operatori (indotto)
C’è anche un dato che rende l’idea della capacità di “attivazione” dell’evento: si parla di oltre 1.300 posti di lavoro; per non parlare dell’attività di spettatori e professionisti che contribuisce con 28 milioni di valore della produzione (12 milioni di valore aggiunto), mentre la componente pubblicitaria e sponsor produce un impatto stimato di circa 176 milioni, con oltre 65 milioni di valore aggiunto e più di 800 posti di lavoro.
E per quanto riguarda il turismo?
Il Festival resta un evento televisivo, ma il turismo è una delle sue conseguenze più significative. Per il 2026 sono attesi:
- 7.250 arrivi (+7,3%)
- quasi 40.000 pernottamenti (+14,3%)
- permanenza media che sale da 5,1 a 5,5 giorni
La spesa giornaliera stimata per lo spettatore è intorno ai 500 euro, includendo trasporto, pernottamento, ristorazione e spese varie.
Sul fronte ricettivo, circa due terzi dei visitatori indicano la preferenza per gli hotel; in una stima più granulare, la quota di ospiti che sceglie l’alberghiero è 62,8%, contro 37,2% che opta per l’extra-alberghiero.
E poi c’è la geografia dell’effetto: l’80% dei pernottamenti si concentra nel comune di Sanremo, con strutture alberghiere prossime alla saturazione e tariffe premium nei giorni del Festival; ma la domanda “trabocca” anche nei centri vicini come Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Imperia.

Il ruolo della comunicazione
Se ci si ferma ai pernottamenti, si vede solo una parte del film. La componente più rilevante del valore complessivo è legata alla forza comunicativa dell’evento: 150 milioni di euro attribuiti a visibilità e brand:
- oltre 101 milioni dalla copertura mediatica mondiale
- circa 48 milioni dalla valorizzazione della “destinazione” Sanremo
- circa 7,7 milioni di legacy di medio-lungo periodo, con un +3,5% sul 2025
La raccolta pubblicitaria RAI è la voce più consistente: 103,5 milioni di euro (75 diretti e 28,5 di filiera). Le tariffe arrivano fino a 4.900 euro al secondo nel prime time; le telepromozioni da 60 secondi nelle fasce di maggiore ascolto possono superare i 2 milioni a singola occorrenza. A fronte di costi organizzativi stimati tra 20 e 25 milioni, il margine lordo per RAI si colloca intorno ai 50 milioni.
Sanremo è il Festival della canzone italiana, non si può dunque non menzionare l’impatto dell’evento sull’industria discografica. Ci si aspetta un ricavato di 58,8 milioni complessivi (42 diretti e 16,8 di filiera), con una particolarità: gran parte del valore si genera nei mesi successivi. I brani di Sanremo 2025 hanno infatti totalizzato 1,8 miliardi di stream nell’anno.
E intorno all’evento si muovono anche produzioni televisive/digitali e filiere legate a moda, cosmetica e lifestyle: rispettivamente 25,7 milioni (18,5 diretti e 7,2 di filiera) e 20,3 milioni (14,5 diretti e 5,8 di filiera), con un ruolo crescente del digitale e dei contenuti social (stimati in oltre 12 milioni di contenuti online nel 2026).
Non è “solo” un Festival
Messa insieme, questa fotografia spiega perché Sanremo venga descritto come un evento che genera PIL, un evento culturale che lavora come una vera e propria infrastruttura, capace di generare occupazione temporanea qualificata e attrattività territoriale in un periodo tradizionalmente marginale per il turismo.
Ed è per questo che la definizione più corretta diventa: Sanremo non è “solo” un Festival. È un sistema economico che, una volta l’anno, mette alla prova (e spesso potenzia) la capacità dell’Italia di trasformare cultura e turismo in valore economico.
Fonti: federturismo.it, ministeroturismo.gov.it, ansa.it
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