Accordo UE–Mercosur: un’opportunità per le imprese italiane

Focus automotive

L’UE–Mercosur è un importante accordo commerciale che prevede un’ampia riduzione dei dazi, apertura degli appalti, tutela della proprietà intellettuale e delle Indicazioni Geografiche (con un pacchetto record di IG italiane), nonché regole tecniche più prevedibili

L’impatto complessivo dell’accordo di libero scambio sull’intera economia dell’Unione dovrebbe arrivare a quasi 80 miliardi di euro, una volta che l’accordo sarà pienamente attuato; significa fino allo 0,05% in più di PIL per tutta l’UE. 

Oggi però l’intesa è in stand-by. Il Parlamento europeo ha chiesto il rinvio alla Corte di giustizia dell’UE per chiarire la base giuridica dei due atti (Accordo di partenariato e Accordo interinale). 

mercosur e automotive

Nel frattempo, resta sul tavolo l’ipotesi di un’applicazione provvisoria parziale di alcuni capitoli meno controversi; questo perché attorno all’UE–Mercosur convivono due visioni

Da un lato, il tessuto industriale europeo guarda all’accordo come a una leva competitiva e geoeconomica: meno dazi, regole più chiare e accesso a mercati complementari significano filiere più efficienti e maggiori opportunità per export e investimenti. 

Dall’altro, il mondo agricolo solleva obiezioni sostanziali, il timore è che l’apertura esponga settori sensibili a concorrenza non omogenea su costi e standard (ambientali, sanitari, benessere animale, tracciabilità), con possibili pressioni sui redditi agricoli

Perché è un’occasione per l’economia italiana?

Automotive, macchinari e chimica sono i tre pilastri industriali che trarrebbero i benefici più immediati; infatti, l’abbattimento delle barriere e una cornice regolatoria più certa favorirebbero penetrazione commerciale, partnership locali e, dove conviene, localizzazioni di assemblaggio o servizio post-vendita. 

Sullo sfondo, l’accesso più agevole a materie prime coerenti con la transizione, ad esempio il litio per le filiere EV (Electric Vehicle) rende la supply chain europea un po’ più resiliente.

mercosur e automotive

Le ripercussioni sull’automotive

Al momento l’area Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) applica dazi fino al 35% sulle auto e 14–18% sui componenti. A ciò si sommano oneri tecnici e certificativi che alzano il costo d’accesso e allungano i tempi; questo significa competitività-prezzo compressa e scalabilità più lenta.

Con l’entrata in vigore dell’accordo, si andrebbe incontro ad un azzeramento graduale dei dazi sui veicoli in 10–15 anni, riduzioni più rapide sui componenti in 5–7 anni, regole d’origine più lineari e standard più prevedibili, con un conseguente aumento dell’export, per l’Italia in particolare verso Brasile e Argentina.

La scelta più saggia, per ora, è prepararsi al meglio attraverso la mappatura di codici doganali e i dazi applicati, predisporre la documentazione su regole di origine e requisiti tecnici e valutare accordi con partner locali e reti di distribuzione che riducano il peso dei dazi nel breve periodo. 

Quando il semaforo diventerà verde, chi avrà lavorato per tempo partirà in vantaggio e arriverà prima sul mercato.

Fonti: ansa.it, progeu.org, assolombarda.it


Se sei interessato ad approfondire il tema dell’automotive, dai un occhiata al nostro articolo dedicato ai trend che lo caratterizzeranno negli anni a venire: “L’automotive del 2030 tra robot e AI”.

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